L’Euro e il referendum greco

di Emanuele Roberto Bussi
Pubblicato il: 1 novembre 2011
Categorie: Esteri
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Qualcosa su Emanuele Roberto Bussi: Nato nel 1984. Laureato in Relazioni Internazionali a "La Sapienza" di Roma. Read more from this author


E’ notizia di oggi che il Primo Ministro greco, George Papandreou, ha deciso di indire un referendum con il quale il popolo ellenico avrà la possibilità di esprimere la propria opinione sull’ultimo piano di aiuti predisposto dall’UE e dal FMI in accordo proprio con il Governo di Atene. La decisione del Premier greco sarebbe stata accolta con profonda irritazione sia dal Governo francese che da quello tedesco, in quanto vedrebbero, nel referendum ellenico, un escamotage per fare un passo indietro rispetto agli impegni che lo stesso Governo Papandreou aveva sottoscritto. Questa potrebbe essere una spiegazione, ma, a mio modo di vedere, potrebbe non essere l’unica.

Come è stato mostrato dalle immagini televisive provenienti dalla Grecia, la popolazione greca ha un’opinione apertamente ostile nei confronti dei piani di aiuti greci, visti come una punizione più che come un aiuto vero e proprio rivolto ad uno Stato che si trova in estreme difficoltà economiche. Per comprendere i sentimenti greci nei confronti dell’Europa è necessario ricordare che nell’ultimo anno trascorso, il Governo di Atene ha approvato una serie di manovre economiche che ha avuto profonde ripercussioni sull’economia reale ellenica. In estrema sintesi, i Greci sembrerebbero sostenere che l’Europa ha approntato tutti i piani di aiuti sin qui varati al solo scopo di proteggere i propri interessi, o meglio, gli investimenti che le proprie banche nazionali avevano proceduto a fare in Grecia. Per questo molti analisti ritengono che un eventuale referendum potrebbe avere lo scontato esito di una bocciatura dell’ultimo piano di aiuti europeo, con la conseguenza di far scivolare la Grecia verso un inevitabile fallimento e, da lì, verso la paventata fine dell’Euro, se non della stessa Unione.

Papandreou, quindi, è impazzito? La decisione di indire questo referendum potrebbe davvero essere spiegata con la volontà del Premier greco di fare un passo indietro rispetto agli impegni presi? Forse, in parte. Eppure, se questa fosse la sola spiegazione possibile ci si potrebbe domandare quale possa essere il vantaggio visto dal Premier ellenico. Secondo me, tuttavia, questa non è la sola spiegazione plausibile. Potrebbe essercene un’altra, anche se spero di sbagliarmi. Papandreou, infatti, potrebbe essersi convinto dell’impossibilità di uscire dalla situazione in cui si trova e, a fronte delle sempre più violente e rabbiose proteste popolari, potrebbe aver deciso di “condividere” la responsabilità del fallimento greco. Ripeto, questa è una semplice opinione personale, un’intuizione, magari. Spero di sbagliarmi, perché significherebbe la certificazione dell’impossibilità di risolvere la crisi attuale. Comunque, a prescindere dalle ragioni che hanno spinto Papandreou ad indire il referendum, si possono già trarre delle conclusioni: se, come sembra probabile, il popolo greco dovesse votare contro il piano di aiuti, allora questo segnerebbe l’inizio dell’effetto domino tanto paventato in Europa. Possiamo solo sperare che questa prospettiva non si realizzi.

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Benvenuto , 19 maggio 2012